Il diario del viaggio a Palermo (15 novembre – 18 novembre 2018)

Tour e visite guidate: "Palermo"

C’era grande attesa per questo viaggio a Palermo – città della Cultura italiana per il 2018 – e le aspettative non sono andate deluse. Palermo è una città dalle infinite bellezze artistiche. I monumenti si trovano ovunque, in piazze e vie affollate, in mercati tipici, in vicoli stretti e all’interno di palazzi e di chiese.
Caratteristica principale è la commistione di stili e di epoche, la fusione di elementi diversi che crea il nuovo.
I tratti distintivi di Palermo sono infatti l’arte arabo-normanna il cui stile si caratterizza per l’unione di due mondi opposti: quello arabo-musulmano e quello normanno-cattolico, è un’arte rappresentata da edifici dalle architetture arabeggianti, abbelliti al loro interno da colorati e maestosi mosaici bizantini. È questo il motivo per cui la Cattedrale, il Palazzo Reale o dei Normanni (con annessa Cappella Palatina, uno dei vertici dell’arte normanna-bizantina), il Castello della Zisa, la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (detta La Martorana), e poi ancora la Chiesa di San Cataldo, il ponte Ammiraglio, il duomo di Monreale sono entrati a far parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, luoghi che ci hanno lasciato senza fiato per lo splendore e la magnificanza.
Ma Palermo offre anche maestosi palazzi in stile barocco che si affacciano lungo il celebre Corso Vittorio Emanuele e si aprono ai Quattro Canti quasi un palcoscenico teatrale, sono palazzi principeschi come Palazzo Gangi, dove il regista Visconti ambientò “Il Gattopardo” e dove abbiamo gustato un suntuoso aperitivo; o gli oratori ornati dai rilievi di Serpotta, che si dilatano sulle pareti degli edifici come ramificazioni sinuose e sensuali e riflettono solo in parte i motivi della scultura barocca, ma l’interpretano in chiave assolutamente personale e inedita con un gusto che prelude già chiaramente allo stile rococò. I suoi Teatrini, vere e proprie nicchie di grande profondità ed elevata complessità, rappresentano un elemento innovativo e li troviamo nell’Oratorio del Santissimo Rosario in Santa Cita, nell’Oratorio di San Lorenzo, San Domenico e molti altri. Qui, noi eravamo tutti con gli occhi all’insù a studiare “La Battaglia di Lepanto”  o a confrontarli con “le Scuole” di Venezia.
Palermo è anche Liberty e i villini Florio, Favaloro, o il prestigioso hotel “Villa Igiea” di Mondello ci hanno fatto tuffare nel mondo magico della “Belle Epoque”, l’aperitivo sulla terrazza di Villa Igiea, con il suo attracco direttamante al mare per gli yacht dei grandi Vip di una volta e di oggi, è stato rovinato purtroppo da una pioggerellina noiosa e insistente.
La visita a Palazzo Abatellis, sede della Galleria Regionale della Sicilia, ci ha emozionato oltre ogni dire: l’incontro con  “L’Annunziata” di Antonello da Messina, senza dubbio l’opera più affascinante del museo e una delle più intriganti di tutta l’arte rinascimentale, poi il raffinato “Busto di Eleonora d’Aragona” capolavoro di Francesco Laurana e infine l’affresco
“Il Trionfo della morte” per cui vale la pena rileggere la descrizione che ne fa il critico d’arte Philippe Daverio, valgono da soli un viaggio a Palermo. Nel Museo poi c’è un pò di Veneto ed è il riallestimento che Carlo Scarpa fece nel 1953 “Chiamato ad allestire le sale della nuova Galleria della Sicilia a Palazzo Abatellis Scarpa ritrova, tra i possenti conci a squadro, gli archetipi ideali della volumetria materica, del suo gusto sensitivo per la forma e la geometrizzazione; ritrova lo spazio favoloso del suo immaginario personale, ricostruisce la malia dell’affabulazione che quei luoghi gli rammemorano e sull’impressum inventa il suo itinerario dialettico.” (Domus 708, settembre 1989).
Questo per quanto riguarda l’arte ma un  aspetto fondamentale della cultura palermitana è la sua cucina. Il capoluogo siciliano possiede un immenso giacimento culinario così abbiamo gustato le sarde a beccafico, la caponata di melanzane, le arancine,e dulcis in fundo… la pasticceria! D’obbligo sono i cannoli o, per piccoli assaggi, i cannolicchi, con la loro pasta fritta e croccante ripiena di ricotta zuccherata con gocce di cioccolato e decorata con scorza d’arancia candita.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Top