Genova -la Superba- (11 ottobre -13 ottobre)

“Mi trovo ora in una bella città, una vera bella città: Genova. Si cammina sul marmo, tutto è marmo: scale, balconi, palazzi. I suoi palazzi si susseguono fitti; passando per le vie, si scorgono grandi soffitti patrizi tutti dipinti e dorati.» così il grande romanziere francese Gustave Flaubert descrive Genova, mentre Petrarca la definì: “superba per gli uomini e per le mura“.
In effetti abbiamo camminato all’infinito nel suo centro storico tra palazzi nobiliari e stretti vicoli fiancheggiati da case altissime, per poi giungere a piccole piazze suggestive dove si aprono minuscole focaccerie o eleganti negozi storici. Abbiamo salito scalinate di palazzi austeri per giungere con il fiatone nei saloni affrescati dal Semino o dai Cambiaso (padre e figlio) e alzati gli occhi al “cielo” ecco le storie mitologiche che dovevano celebrare le ricchezze dei proprietari. Così abbiamo visitato Palazzo Doria Spinola, Palazzo Tommaso Spinola, Palazzo G. Battista Spinola, Palazzo Nicolosio Lomellino, Palazzo Bianco (con gli allestimenti di Albini) e passando per un percorso guidato attraverso un giardino siamo arrivati a Palazzo Tursi, Palazzo Gio Vincenzo Imperiale, Palazzo Paolo Giustiniani e De Franchi, Palazzo Bernardo e Giuseppe De Franchi ( pausa caffè) ed infine solo per noi Palazzo Squarciafico in seguito Doria (ancora loro) adesso studio notarile.

Mirabili poi gli arazzi che abbiamo visto nella Galleria Aurea della “Villa del Principe” che espone un ciclo di arazzi del Quattrocento, di manifattura fiamminga e provenienza borgognona, gli Arazzi di Alessandro Magno. Celebri artisti, come Perino del Vaga hanno abbellito le stanze della Villa Principe, con affreschi che raffigurano la gloria di Andrea e della sua famiglia. Il Principe volle poi la creazione di un giardino, digradante verso il mare, per il riposo e la meraviglia del padrone e dei suoi ospiti e sul mare si fece costruire un porto, come attracco per la sua flotta privata. In quella che era la sua reggia, Doria riceveva gli ambasciatori, prima che andassero a presentare le credenziali a Palazzo Ducale, dove si trovava la sede del governo ufficiale, ma si sa, a Genova tutto ruota attorno a questo nome.

Siamo scesi dalla bella piazza De Ferrari, dei primi anni del novecento, dove su una maestosa fontana si affacciano il Palazzo della Borsa e il Palazzo Ducale, per giungere alla Cattedrale di San Lorenzo, imponente e splendida, con due grossi leoni all’entrata a guardia dei suoi tesori. I suoi portali sono dei veri capolavori. Non abbiamo tralasciato la piccola e graziosa chiesa di San Matteo nell’omonima piazza con il suo chiostro delizioso e la chiesa di San Pietro in Banchi, fatta costruire dal governo della Repubblica di Genova. Il progetto per la costruzione della chiesa, prese avvio nel 1572. La costruzione fu finanziata, insieme alla vicina Loggia dei Mercanti, posteriore di pochi anni, con l’affitto e la vendita di alcune botteghe e magazzini posti sotto di essa. Bernardino Cantone, responsabile degli interventi di rinnovamento urbanistico dell’epoca, concepì un progetto in cui la chiesa, collocata su una terrazza, rimanesse sopraelevata rispetto al livello della strada, con la facciata orientata in direzione nord in modo che il prospetto principale si affacciasse sulla piazza.

Ma Genova non è solo i Rolli con i suoi 34 palazzi aperti che si affacciano nella straordinaria via Garibaldi, l’antica Strada Nuova cuore del sito UNESCO, o le sue chiese con pietre bianche e nere, o il suo porto antico con il famoso acquario progettato da Renzo Piano, Genova è anche la capitale del pesto, della farinata e di buonissime focacce, del buon cibo e del buon vino che si possono gustare nelle sue osterie con ambienti piccolissimi, per ottimizzare lo spazio.

Genova è una metropoli di mare, e città dalla gloriosa storia, porto sul Mediterraneo aperto ai traffici con i paesi che vi si affacciano e città di mercanti e di banchieri, insomma una città  che ci ha affascinato.

Ed ecco alcuni scatti di questi tre giorni ringrazio per le foto Andreina con il suo bellissimo tramonto sul porto e Maria Teresa con il suo reportage

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