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Conferenza: “D’Annunzio, Veronese e l’autunno di Venezia”

venerdì 27 gennaio 2017 @ 18:30 - 19:30

Venerdì 27 gennaio 2017 – ore 18.30

Michele Bordin. “D’Annunzio, Veronese e l’autunno di Venezia”

 

La conferenza si svolge presso la Sala «Pacifico Guidolin» della Biblioteca Comunale di Castelfranco Veneto in Vicolo dell’Abbaco.

Per informazioni: 366 9598745

 

Michele Bordin

(Castelfranco Veneto, 1961), ha conseguito la laurea in lettere presso l’Università di Venezia (1987), dove si è poi addottorato in italianistica (1994). E’ stato borsista Erasmus presso l’Università di Poitiers (1988-1990) e di post-dottorato presso l’Università di Padova (1995-1997); fellow presso la sede fiorentina dell’Università di Harvard ( Villa I Tatti, Firenze, 1998-1999) e assegnista di ricerca del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Ferrara (2001-2006).
Dal 2006 insegna materie letterarie nell’ I.P.S.S.A.R.”Giuseppe Maffioli” di Castelfranco Veneto, dove dal 2014 è conservatore e curatore dell’omonimo Fondo librario e archivistico.
Ha scritto in particolare su Dante e Boccaccio rimatori,sui postillati fiorentini cinquecenteschi della Commedia dantesca, sul teatro borghese di Goldoni, su Maria Bellonci e la fortuna di Lucrezia Borgia, su Zanzotto e altri poeti veneti contemporanei (Ernesto Calzavara, Tiziano Rizzo, Luisa Zille)

D’Annunzio, Veronese e l’autunno di Venezia

All’inizio del romanzo dannunziano Il fuoco (1900), l’esteta e alter ego dell’autore  Stelio Effrena pronuncia, nella Sala del maggior Consiglio di Palazzo Ducale, un’orazione che trae spunto dall’estate declinante e dall’arte veneziana del Quattro-Cinquecento per dimostrare che la stagione topica della città lagunare è proprio un autunno perenne, inteso come tempo di incessante raccolto anziché preludio dell’inverno. Il concetto guida di questa tesi – forzata e in netta controtendenza rispetto a quella tradizionale e molto più fondata sulla decadenza – è dato dall’incessante passaggio di testimone del genio artistico attraverso i secoli, che Effrena emblematizza nella metafora del “fuoco di Giorgione”. Ma l’immagine da cui trae spunto è quella dell’imponente  Trionfo di Venezia di Veronese, che domina nel soffitto della Sala, e al solo Veronese l’oratore riconosce di aver effettuato più profonda sintesi dello spirito veneziano. Seguendo queste indicazioni si è quindi cercato di rintracciare in altri scrittori dell’Otto-Novecento affascinati da Venezia (da John Ruskin a Hermann Hesse) il medesimo interesse per il Caliari e contemporaneamente di evidenziare, nel lungo itinerario del pittore, la presenza di un ripiegamento autunnale più coerente e giustificato rispetto alle entusiastiche ma estemporanee accensioni dannunziane.

 

Dettagli

Data:
venerdì 27 gennaio 2017
Ora:
18:30 - 19:30
Categoria Evento:

Luogo

BIBLIOTECA COMUNALE DI CASTELFRANCO VENETO
Vicolo dell’Abbaco
Castelfranco Veneto, 31033 Italia
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