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Conferenza: “«L’immagine del colore. Percezione, ricezione, obliterazione.»

venerdì 31 marzo @ 18:30 - 19:30

Venerdì 31 marzo 2017– ore 18.30
Manlio Brusatin. «L’immagine del colore. Percezione, ricezione, obliterazione.»

La conferenza si svolge presso la Sala «Pacifico Guidolin» della Biblioteca Comunale di Castelfranco Veneto in Vicolo dell’Abbaco.

Per informazioni: 366 9598745

Manlio Brusatin

(1943) Storico delle arti e architetto ha insegnato all’università Ca’ Foscari di Venezia, al Politecnico di Milano e nell’Ateneo Turritano (Sassari). Oltre alla Storia dei Colori (1983) che ha avuto un riscontro internazionale e la traduzione nelle maggiori lingue europee ( più recentemente in coreano e in arabo) si è occupato di Storia dell’architettura nella Venezia del Settecento, in particolare del Teatro La Fenice (1987)volume che è servito alla ricostruzione del teatro dopo l’incendio. I suoi ultimi libri sono: Verde. Storie di un colore (2013) e Stile sobrio. Breve storia di un’utile virtù (ottobre 2016).

Abstract

Che cosa sia il colore non ha una risposta oppure ne ha molte […]Per cercare una risposta possibile, si può dire ora che il colore non è esattamente un fenomeno della luce ma una percezione del nostro occhio ed una elaborazione del nostro cervello.[…] Anche Goethe nelle sue costanti riflessioni sui colori, pensava che i colori pur essendo un oggetto oscuro delle nostre percezioni, fantasie e fantasmi, fossero autentiche manifestazioni della natura, per quanto entità fisiche, chimiche, fisiologiche (e psicologiche) insieme. Una natura a colori molto vicina alla seconda natura che gli artisti erano chiamati a produrre, […]Il solo pensiero di perdere per sempre il mondo dei colori avrebbe fatto impazzire due volte Van Gogh e Seurat, se non se ne fossero andati troppo presto. Monet aveva resistito oltre gli ottanta anni con le cataratte agli occhi che gli hanno ispirato, dall’impressionismo iniziale, una pittura quasi astratta, come una medicina.[…] La realtà cromatica non è solo il risultato di una filosofia troppo ottimista di Newton che teorizza “sette colori, come sette suoni, come i sette giorni della settimana”, ma prima di lui, di un osservatore tanto scienziato quanto artista. Leonardo da Vinci nel suo piccolo codice De ombra e lume (1490) pensava ai colori come figli dell’ombra, immersi in una liquida e azzurra lontananza come l’aria, e cercava di riprodurli. Scopriamo ora che la Gioconda, dipinto forse tra gli ultimi di Leonardo, è stata fatta senza pennello. In uno spessore di un decimo di millimetro ci sono almeno tre strati di piccoli punti cromatici fatti in punta di penna. Come? – ancora un mistero. Si tratta di un’altissima definizione del troppo noto “sfumato leonardesco” che è come l’aria opaca e trasparente che anima i corpi attraverso i colori. Ora dovendo pensare al colore degli oggetti e dello spazio che li ospita non dovremmo più scegliere dalla mazzetta dai mille colori che ci fornisce la ditta produttrice, ma in luoghi e orizzonti diversi dobbiamo costruisci una palette che sentiamo faccia parte di quell’ambiente. Come? Il colore ambientale specifico per ogni città o regione può essere rilevato con spettrofotometri ma anche con semplici macchine digitali. Catalogare una serie di colori secondo gli elementi originari Terra (gialli), Acqua (verdi), Fuoco (Rossi) e Aria (blu) diventa necessario per poter fasciare e trasformare grandi edifici di modesta architettura. Eviteremo quei risultati ridicoli che sempre più vediamo in giro come un pugno nell’occhio, perché il colore preso semplicemente dal quadratino del campione del produttore e stampato su un edificio di dieci piani è sempre un gran disastro per gli stessi abitanti e dirimpettai. Siamo solo agli inizi, ma spazi e oggetti vivono di colori orchestrati tra di loro rispetto a un colore-luce diffuso, che dobbiamo in qualche modo leggere dalle ali delle farfalle e capire dalle api che sanno tornare al loro alveare da una piccola (e solo quella) porticina colorata.

Dettagli

Data:
venerdì 31 marzo
Ora:
18:30 - 19:30
Categoria Evento:

Luogo

BIBLIOTECA COMUNALE DI CASTELFRANCO VENETO
Vicolo dell’Abbaco
Castelfranco Veneto, 31033 Italia
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